Cerchio Sciamanico con Didjeridoo e Hand-Pan

di Marco Ferrante e Genesio Antoniello

Il workshop è diviso idealmente in 4 parti ed è condotto in due. Nella prima parte le persone, disponendosi in cerchio, vengono invitate a condividere il proprio spazio sacro per prepararsi all’esperienza sonora, verranno condivise le informazioni circa l’importanza dell’intento dietro al suono e di come questo è vissuto nella cultura aborigena. La seconda parte è interamente dedicata al viaggio sonoro scandito dal Didgeridoo e altri strumenti. La terza parte è dedicata al silenzio, inizialmente intimo e personale in cui il partecipante è solo con se stesso, e successivamente condiviso nel gruppo, momento che guida verso la quarta e ultima parte in cui, mediante un bastone di parola, viene data l’occasione di condividere l’esperienza vissuta. Grazie all’utilizzo di altezze sonore differenti e ritmiche, suonate sinergicamente da Marco e Genesio che toccano nel profondo l’animo di ciascuno, si creano delle potenti forze di guarigione e trasformazione, stimolando, nei partecipanti al “cerchio”, il riallineamento energetico del corpo fisico, mentale e spirituale.

Gli Aborigeni Australiani usano il Didgeridoo per emettere vibrazioni primordiali, qualità già espressa con i canti sacri, ricevuti per via mistica che, da un lato descrivono una mappa di un territorio, dall’altro sono vibrazioni morfogenetiche che contribuiscono a mantenere la forma di un territorio partecipando alla creazione della terra attraverso il suono. Gli Aborigeni si pensa risalgano all’uomo di Neanderthal ed hanno mantenuto la loro cultura (il DREAMTIME) invariata, chi è entrato in contatto con loro testimonia capacità paranormali come telepatia, rabdomanzia umana, voli astrali, lungimiranza. Il Didgeridoo è lo strumento sacro per eccellenza degli sciamani delle Tribù, la sua provenienza è legata alla storia rituale di questo popolo e quindi è antichissima.

Marco Ferrante bio

Nato a Chieti nel 1978. Cresciuto immerso nella campagna abruzzese, ha nutrito, sin da piccolo, una sensibile connessione con la natura. Il fortissimo interesse a capirne le dinamiche, culminò con l’eccezionale esperienza vissuta a fianco di uno sciamano aborigeno della nazione di Bundjalung Country, la punta più a est dell’Australia. Marco giunse nella “Terra del Sogno” subito dopo il conseguimento della laurea in Ingegneria Gestionale, percorso affiancato da un profondo studio delle discipline olistiche, in particolar modo del Reiki, diventando Reiki-master nel 2006. Questi due approcci lo guidarono verso una profonda comprensione dei mesi vissuti a fianco dello sciamano.
Incontri eccezionali, insegnamenti sciamanici e rilevazioni condivise si integrarono con le esperienze e gli studi precedenti. Da anni crea gruppi in tutta italia per diffondere una maggiore sensibilità nei confronti della natura.

Genesio Antoniello bio

Suono il didgeridoo, l’handpan e il tamburello. Ho una prima esperienza in età adolescenziale come musicista attraverso il pianoforte, nel mondo mistico e spirituale essendo nato e cresciuto in una famiglia di religiosi molto simili ai Catari e un’esperienza ambientale dovuta al disagio del terremoto dell’Irpinia. Trasferitomi a Roma, ho vissuto una breve esperienza musicale con una band di musica popolare chiamata i Tarantaraba, successivamente sono stato guidato ad impegnarmi nell’arte sciamanica e nello studio della musica come espressione dell’intuito che cura e armonizza. L’incontro con Marco Ferrante, mi ha permesso di integrare parte dello sciamanesimo degli Aborigeni Australiani e non solo, usando il didgeridoo come strumento di potere. Unito a percorsi personali di conoscenza e consapevolezza, il cammino sciamanico è diventato uno studio costante di osservazione e presenza, la condivisione attraverso i cerchi di guarigione, un’esperienza di unione e riconoscimento.