Il Giardino dei Tarocchi, figure e colori della nostra esistenza

Situato in località Garavicchio, una piccola frazione del comune di Capalbio (GR) ad un centinaio di kilometri dal WAO Festival, il Giardino dei Tarocchi è una vera e propria opera artistica ideata nel 1979 dall’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle e terminata nel 1996. Questo parco monumentale dai forti richiami esoterici è composto da ventidue grandi sculture in acciaio ricoperte da vetri colorati, specchi e ceramiche preziose che rappresentano gli Arcani maggiori dei tarocchi.

Nel tempo molti furono artisti che parteciparono alla realizzazione di queste opere ma di particolare significato fu il contributo del marito di Saint Phalle, Jean Tinguely. L’ingresso del parco è costituito da una lunga muraglia in tufo che fu realizzata dall’architetto ticinese Mario Bottas e al centro del quale si trova una grande apertura circolare che rappresenta una sorta di separazione tra il mondo reale e quello fantastico.

Dopo aver varcato il muro, la strada sterrata conduce alla grande piazza centrale, sovrastata dai primi Arcani maggiori di questo percorso, la Papessa ed il Mago. In realtà nel parco non vi è un itinerario prefissato da seguire, tant’è che per Niki Saint Phalle la fitta vegetazione che si trova tra un’opera ed un’altra doveva suscitare una sorta di disorientamento nello spirito dei visitatori.

Le statue infatti si ergono in questo meraviglioso paesaggio collinare come se fossero generate dal terreno ed è piacevole scoprirne una dopo l’altra durante una passeggiata spirituale, immersi nell’energia della natura.

Tra le opere più significative troviamo la figura dell’Impiccato, che rappresenta l’inversione di valori e prospettive conferendo all’individuo un punto di vista alternativo attraverso cui guardare la realtà, quella della Giustizia, a ricordarci di giudicare noi stessi prima di volgere lo sguardo a ciò che ci circonda, oppure quella della Forza, che rappresenta l’undicesimo Arcano dei Tarocchi e mostra una donna che per mezzo di un filo tiene sotto un controllo un drago, richiamo iconografico al Parco dei Mostri di Bomarzo.

In mezzo a questo continuo dialogo tra la natura ed i vivaci colori delle sculture, il giardino sembra acquisire una dinamicità capace di smaterializzare la nostra consistenza, trasportando nostro spirito in una dimensione al contempo ludica e misteriosa.

Un’esperienza nuova ed eccitante, un viaggio dentro e fuori della nostra anima, alla scoperta di un’opera che lega natura, arte e spiritualità.

Come raggiungere il Giardino dei Tarocchi:

Sitografia di riferimento: