Forme della visione in letteratura: da Sant’Ignazio di Loyola ad Aldous Huxley

di Federico di Vita

Il motivo della visione ha attraversato tutta la storia della letteratura, caratterizzando significativamente gli ambiti della trascendenza spirituale, quelli del fantastico, fino ad arrivare alle descrizioni mistiche novecentesche esplicitamente basate sull’assunzione di sostanze psicotrope. Un elemento che sorprende, nell’analisi critica di testi prodotti in momenti e per ragioni radicalmente diversi, consiste nel constatare come le strutture dell’evento epifanico si ripetano secondo uno schema e un’evoluzione analoghi e riconoscibili.


In questo intervento si analizzeranno i motivi e le fasi che caratterizzano la struttura della visione in letteratura (dall’identificazione del locus amoenus, alla comparsa di figure “angelicate”, in prevalenza femminili), affrontando nel dettaglio un testo esemplare ai fini della trattazione: “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll.

Federico di Vita bio

Federico di Vita è nato a Roma nel 1982 e vive a Firenze. È autore del saggio inchiesta “Pazzi scatenati. Usi e abusi dell’editoria” (Tic, vincitore di un Premio Speciale nell’ambito del Premio Fiesole 2013), e di “I treni non esplodono. Storie dalla strage di Viareggio” (scritto insieme a Ilaria Giannini), libro che racconta dalla voce dei testimoni di prima mano la notte della strage ferroviaria di Viareggio. Suoi articoli sono usciti per Internazionale, Rivista Undici, Ultimo Uomo, Linkiesta e Inutile.