Biocostruzione in Bambù e Canna Mediterranea: il Metodo Canya Viva

a cura di Margherita Bertoli e Matteo Mannini (CanyaVivaItalia)

Generalmente considerate invasive a causa della loro elevatissima capacità riproduttiva e adattabilità, la canna mediterranea (Arundo donax L.) e il bambù (Bambusoideae) sono piante dalle grandi potenzialità strutturali ed artistiche: la loro abbondanza e rinnovabilità e le loro proprietà meccaniche offrono la possibilità di utilizzarle come materiale da costruzione, con una libertà espressiva che permette di dare vita a forme organiche e innovative.

É innegabile che le caratteristiche dello spazio in cui ci muoviamo influisca sul nostro comportamento: la creazione di luoghi organici, naturali e caratterizzati dalla linea curva stimola stati interni legati all’associazione, all’universo essenziale analogico, creativo, musicale. L’esperienza di uno spazio abitabile di questo tipo si compie attraverso una logica sferica che accoglie, avvolge e rigenera, manifestandosi nell’uso di materiali naturali attraverso processi costruttivi partecipativi che si sviluppino nel rispetto dell’ambiente.

CanyaVivaItalia nasce nel 2016 come nucleo italiano della rete CanyaViva, proseguendo il percorso iniziato intorno al 2005 con le prime sperimentazioni dell’architetto inglese Jonathan Cory-Wright: osservando il comportamento naturale delle canne che crescevano sugli argini del Rio Aguas presso la località di Los Molinos del Rio Aguas (Almeria, Andalusia), iniziò a elaborare il metodo costruttivo adesso denominato Metodo CanyaViva. Tale metodo consiste nell’ottimizzazione delle proprietà meccaniche di Arundo donax (la canna mediterranea) e il bambù per la creazione di archi strutturali combinabili in differenti possibilità compositive.

CanyaViva nasce fin dalle origini come un collettivo multidisciplinare attivo a livello internazionale, il cui obiettivo è rafforzare le connessioni fra l’uomo e il suo ambiente naturale, sociale e culturale. Il progetto si apre su vari fronti, dall’architettura alla permacultura e alla ricerca artistica, terapeutica e culturale, lavorando su diversi livelli e integrandoli creativamente in una visione olistica.

Attraverso corsi di formazione, laboratori di apprendistato attivo e progetti sociali, CanyaViva si impegna per la diffusione di capacità tecniche e competenze specifiche, offrendo strumenti necessari per costruirsi il proprio spazio utilizzando le risorse locali, con un costo minimo e senza spesa di energia combustibile. Oltre a permettere la creazione di spazi vivi, innovativi e personalizzati, l’uso costruttivo di Arundo donax e Bambù consente il recupero degli scarti senza lasciare traccia, all’insegna di una completa sostenibilità.

Grazie alla collaborazione con realtà collettive attive a livello territoriale, come WAOfestival, CanyaViva può andare avanti con la divulgazione e la sperimentazione, proponendo attività multidisciplinari in linea con i principi che hanno dato origine al progetto.

La struttura del MainStage di WAOfestival2017 è stata interamente realizzata secondo il Metodo CanyaViva attraverso workshops attivi tutto l’anno sul Monte Peglia, e rappresenta un primo risultato dell’applicazione sul territorio di un modello di ricerca tecnica e artistica sostenibile, basato sull’uso di materiali naturali attraverso l’apprendistato attivo e la divulgazione di conoscenze.

Nel metodo proposto, lo spazio è organismo vivo che nasce e cresce come opera d’arte collettiva. Grazie a questo approccio, basato sul rispetto dei cicli naturali della materia, le risorse provenienti dalla natura si evolvono e si trasformano grazie a un’azione umana partecipativa, che ne valorizza creativamente le caratteristiche intrinseche. Ne emerge quindi un’architettura che riflette la relazione fra il potere creativo della natura e quello dell’uomo, punto base di una coscienza ecologica viva e multidisciplinare.